La Juve resterà imbattibile?

venerdì 26 giugno 2015 | 0 commenti

Juve sempre campione?


La stagione appena trascorsa è stata veramente trionfale per i bianconeri. Campionato vinto praticamente senza avversari, Coppa Italia e finale di Champions persa contro la corazzata Barcellona.

Questi successi, soprattutto quelli Europei hanno rimpinguato le casse bianconere con almeno cento milioni. Denaro fresco che la società degli Agnelli ha subito reinvestito acquistando il talento argentino Dybala, Mandzukic dall'Atletico Madrid e Khedira che era a scadenza di contratto. Tornati alla base anche Zaza e Rugani.

Certo i bianconeri hanno anche perso due pezzi da 90 come Pirlo e Tevez, ma soprattutto il primo già da tempo cominciava a d accusare segni di stanchezza fisica.

Il mercato è ancora lungo, ma la sensazione è che il gap in Italia tra la Juve e le altre squadre sia destinato ad allargarsi almeno fino a quando i soldi freschi immessi dagli investitori stranieri per Roma, Milan e Inter cominceranno a fruttare.

Approfondimento:Le Milanesi alla riscossa

Contro lo strapotere bianconero nulla possono società come Napoli e Lazio che non hanno la forza economica per competere ad armi pari con la Juve.


Juve imbattibile?


Credo di sì. I tifosi bianconeri facciano pure tutti gli scongiuri del caso, ma per i prossimi due anni in Italia ci sarà poco da vincere per le squadre avversarie della Juve.


Le Milanesi alla riscossa

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Indonesi e Thailandesi rilanciano le Milanesi.


Moratti e Berlusconi, alla fine hanno dovuto cedere le armi. Troppo alti i debiti raccolti da Milan e Inter. Dopo qualche anno passato più ad avere nostalgia del passato che a costruire per il futuro, ecco che l'immissione di nuovi capitali sta rivitalizzando le due società.

L'Inter, su cui pende anche una multa da parte dell'Uefa per il mancato rispetto delle norme sul Fair Play finanziario (anche se è proprio di ieri la notizia che un tribunale belga che  lo ha dichiarato illegittimo) ha preso Miranda dall'Atletico Madrid, il Colombiano Murillo e Kondogbia spendendo una sessantina di milioni.



Dall'altro lato il Milan si è lasciato sfuggire Kondogbia,  ha acquistato Witsel e fa pressing per acquistare un grande attaccante, Higuain in testa.

Anche in questo caso i soldi freschi provenienti dal fantomatico Mr Bee hanno consentito ai rossoneri operazioni fino a ora impossibili.

Riusciranno in questo modo le Milanesi a colmare il gap con le altre squadre e in particolar modo con la Juve?


L'Inter, per me è leggermente in vantaggio. Mancini ha preso in mano la squadra già l'anno scorso, si è reso conto dei rinforzi necessari e in fin dei conti la rosa dei neroazzurri non era malvagia.

Diverso il discorso per il Milan. Anni di gestione passati arincorrere nomi altisonanti in scadenza di contratto non hanno fatto formare la squadra. Ora come ora i rossoneri hanno la necessità di rifondare più di un reparto avendo oltre tutto un età media molto alta.

In conclusione credo che l'Inter possa seriamente competere per un posto in Champions, mentre il Milan avrà come obiettivo l'Europa League

Da Vidal a Neymar, le follie dei calciatori

giovedì 18 giugno 2015 | 0 commenti

Vidal finisce fuori strada ubriaco, Neymar fa a botte con Bacca in Coppa America


Le follie compiute dai calciatori sono una falsa notizia, nel senso che spesso abbiamo assistito a delle vere e proprie bravate dei protagonisti del "pallone" anche se il fenomeno riguarda pure gli altri sport.

Diego Mardaona

Maradona non è stato  sicuramente un esempio di atleta integerrimo, così come Vieri. Cassano o Balotelli, ma solo per citare qualche caso perché l'elenco sarebbe molto più lungo.

Spesso la fama ottenuta velocemente e i soldi facili accoppiati alla giovane età rende frequenti episodi a dir poco imbarazzanti, se non addirittura pericolosi.

Balo

Gli ultimi due , in ordine di tempo, anche se con caratteristiche diverse riguardano Arturo Vidal, centrocampista della Juve impegnato in Coppa America con il suo Cile e Neymar la stella brasiliana del Barcellona.

Vidal è finito fuori strada con la sua Ferrari, mentre era alla guida non troppo lucidamente per qualche drink di troppo bevuto in discoteca. Neymar, invece è venuto praticamente alle mani col Colombiano Bacca al termine della partita Brasile Colombia valida per la Coppa America.

Cassano

Episodi diversi. Il comportamento di Vidal è decisamente inaccettabile per un professionista dello sport, ma anche disdicevole dal punta di vista umano considerando che in macchina c'era anche la moglie. Guidare una Ferrari essendo brillo dovrebbe portare a conseguenze non solo dal punto di vista sportivo. Si sa, però che le esigenze di spettacolo e di affari vengono prima di tutto, per cui Vidal si è presentato in lacrime davanti ai giornalisti, ha chiesto perdono. L'allenatore subito lo ha accolto in seno alla squadra e anche le autorità cilene sembra abbiano chiuso un occhio.

Neymar

Neymar, invece ha avuto un comportamento infantile e irritante. A fine partita ha scagliato il pallone con forza verso gli avversari in maniera provocatoria e Bacca ha cercato di farsi giustizia da solo. Conclusione della vicenda, espulsione per entrambi e relative polemiche.

Benché pagati in modo quasi scandaloso, avviati a un professionismo esasperato fin dalla più giovane età, i calciatori alla resa dei conti si dimostrano solo dei ragazzi arricchiti e viziati. Credo che le società di appartenenza e in questo caso le Federazioni debbano mettere da parte gli interessi legati ai risultati delle partite e punire severamente atteggiamenti e comportamenti non professionali. sappiamo già, però che non lo faranno mai, al massimo ci scapperà qualche multarella, giusto per dare un segnale, ma all'atto pratico nessun altro provvedimento verrà preso.


La Juve vincerà la Champions?

martedì 5 maggio 2015 | 0 commenti

I Bianconeri vinceranno la Champions?


La storia bianconera della Champions di quest'anno è, per certi aspetti, molto simile a quella del Chelsea che qualche anno fa riuscì a vincere il trofeo.


Le similitudini


  • La Juve così come il Chelsea di Di Matteo non è la squadra più forte, anzi è nettamente sfavorita.
  • La Juve ha avuto fortuna nei sorteggi già dalla prima fase affrontando squadre non trascendentali. Stessa cosa capitò al Chelsea

Segni del destino?


Ricordo bene la cavalcata del Chelsea. Sembrava, veramente che ci fosse una congiuntura astrale favorevole. Ogni volta la squadra inglese sembrava fosse sull'orlo dell'eliminazione, poi d'incanto accadeva qualcosa che la riportava in vita.
Come non ricordare gli ottavi col Napoli che all'andata vinse 3 a 1 fallendo tantissimi gol e che al ritorno perse per 4 a 1 frutto di un rigore  e di gol fortunosi.
D'altra parte fu lo stesso Drogba a dire che proprio dalla partita col Napoli trasse la convinzione che il Chelsea avrebbe potuto vincere la Champions. E cosi fu.

Ora tocca alla Juve. Il Real è pur sempre una squadra formata da campioni, ma non è al top. Molti calciatori, a cominciare da Cristiano Ronaldo sono acciaccati e fuori forma. diciamo pure che tra Bayern e Barcellona, in questo momento il Real è la più debole. 

La Juve ha la possibilità di scrivere la storia.


In fondo solo tre partite separano i bianconeri da un'inattesa vittoria. Basterà essere accorti, non cercare di giocare alla pari, imparare in fondo da Mourinho quando affrontò il Barcellona. Con queste armi e con un pizzico di fortuna il Real potrà essere domato.
Poi la finale. Una finale, una partita secca è al di fuori di ogni possibile pronostico. tante le variabili, tanti i fattori che possono incidere sul risultato. In finale la Juve pur affrontando una squadra più forte partirebbe alla pari. Il sogno europeo, non è poi così tanto lontano.


Uno scudetto facile, facile

giovedì 30 aprile 2015 | 0 commenti

La Juve a un punto dallo scudetto

Manca veramente poco alla conquista del quarto scudetto consecutivo da parte dei bianconeri. Basterà un punticino con la Samp ed ecco che un altro trofeo troverà posto nell'affollata bacheca juventina. Titolo meritato senza dubbio, ma assai poco contrastato.
Juve senza avversari


Juve senza avversari

Ad agosto, dopo l'addio di Conte, in molti, tra cui gli stessi tifosi juventini temevano una stagione in tono minore. Il condottiero Conte lasciava spazio al compassato Allegri. D'altra parte le avversarie sembravano minacciose, soprattutto la Roma.

Inizia il torneo

Le previsioni, ad inizio torneo sembravano rispettate. La Juve e la Roma inanellano vittorie. Sono le outsider ad arrancare, Napoli in testa. Tutti i pronostici parlano di una corsa a due fino al 30 maggio.

conte_agnelli

Lo scontro diretto

Arriva abbastanza presto il giorno dello scontro diretto tra Juve e Roma. Partita zeppa di polemiche con vittoria sofferta da parte dei bianconeri e parecchi errori arbitrali. Juventini ringalluzziti e Giallorossi arrabbiati. Qui Garcia commette un errore grossolano, dicendosi certo di vincere lo scudetto.

Garcia


Il crollo romanista

La Roma non era abituata a giocare le Coppe e dopo un inizio promettente incappa in una disastrosa sconfitta con il Bayern: 7 a 1. In campionato, poi arriva anche la partita col Napoli, allo stesso modo persa nettamente. la Juve si avvantaggia, la Roma marca il passo.

che figura

La fuga

Non c'è più storia, la Roma continua a perdere colpi e nessun altra pretendente riesce a dare continuità al proprio campionato. I Bianconeri pur realizzando un numero decisamente inferiore di punti rispetto all'anno precedente riescono ad avvantaggiarsi in modo netto.

Una vittoria facile, facile

Senza voler togliere meriti allo squadrone allenato da Allegri, c'è da dire che le avversarie non hanno fatto nulla per contrastare lo strapotere juventino, tanto che la Juve ha potuto dedicarsi senza troppe distrazioni alle Coppe in cui è ancora protagonista.

logo_juve

La Juve ha la squadra più forte?

I meriti della Juve vengono amplificati dal fatto che pur avendo una rosa forte ed omogenea,i bianconeri hanno una squadra i cui valori possono essere comparati a quelli a disposizione di Roma e Napoli. I Bianconeri hanno  avuto dalla loro una maggiore abitudine a lottare per traguardi importanti e una continuità spaventosa che è risultata essere patrimonio di squadra e società e non caratteristica inculcata da Antonio Conte.

Marchisio

Cosa succederà l'anno prossimo?

Le premesse sono di una Juve ancor più protagonista forte dei favolosi incassi provenienti dalla Champions che permetteranno alla società bianconera l'ingaggio di top player. Le altre non staranno a guardare, ma spodestare la Juve al trono di Campione d'Italia sarà, invero assai difficile.






La Roma non vince perché...

martedì 17 febbraio 2015 | 0 commenti

La Roma non vince più!


Tutto sommato la crisi della Roma, per ora non ha provocato danni irreparabili. La Juve è ancora lì abbastanza vicina da essere raggiunta, mentre alle spalle non c'è nessuna squadra che abbia una continuità tale da essere considerata pericolosa.

Le ragioni di una crisi


La domanda che ci si pone è questa: perché la Roma non vince più? Di chi la colpa?


Come spesso accade i motivi sono molteplici.

  1. Infortuni. La Roma non è stata fortunata in tema di acciacchi fisici. Molti calciatori hanno subito infortuni, se non gravissimi, ma tali da tenerli lontano dal campo di gioco e provocarne cali di condizione fisica.
  2. Gioco conosciuto. Il gioco della Roma e le caratteristiche dei suoi calciatori sono ormai conosciuti. Gli abili e tattici allenatori nostrani oggi sanno adottare le necessarie contro misure.
  3. Calo mentale. Forse il motivo numero 1. La Roma, i suoi calciatori e i suoi tifosi si erano illusi dopo l'inizio della stagione pieno di successi, anche agevoli come quello contro il CSKA. Poi è venuto il crollo contro il Bayern. In quel momento la squadra ha perso le sue sicurezze, si è sentita meno forte, non più invincibile. L'ambiente si è subito depresso e Garcia non è stato in grado di dare a tutti le sicurezze necessarie.
  4. Totti. Il Capitano è un problema, come lo sono tutti i vecchi calciatori restii ad appendere le scarpette al chiodo. La Juve, è riuscita a chiudere con Del Piero e ha cominciato a vincere. La Roma, invece non riesce a mettere da parte Totti presenza ingombrante nello spogliatoio e in campo, che mina la credibilità di Garcia e limita la squadra.
  5. Calciomercato. Benatia, in coppia con Castan costituiva una coppia difensiva fortissima. I sostituti di oggi non sono altrettanto forti e competitivi. Anche il problema dei terzini non è stato risolto con Cole non all'altezza della sua vecchia fama e con Maicon acciaccato. Iturbe, poi ha risentito del passaggio in una grande squadra e ha bisogno di tempo per sfondare. Cattiva poi la gestione di Destro.

Nulla è perduto. La Roma potrà riprendersi se Garcia metterà un po' da parte Totti, se verrà recuperato entusiasmo e se gli innesti di gennaio si riveleranno azzeccati.

Lo strano caso di Claudio Lotito

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La registrazione della telefonata con Lotito, da parte del dirigente dell'Ischia Iodice ha aperto una nuova discussione sul ruolo, ma soprattutto sul potere che detiene il Presidente della Lazio.

Lotito sponsor di Tavecchio


Innegabilmente Lotito, è l'uomo più potente del calcio italiano. Egli ha approfittato del declino di Adriano Galliani e di fatto ne ha preso il posto. Abile come pochi, Lotito ha catalizzato intorno a sè una miriade di club, stanchi dello strapotere delle grandi squadre, lasciando, di fatto isolate Juve e Roma, mentre Milan e Napoli hanno preferito agganciarsi al carro del Presidente della Lazio.

Lotito

Ulteriore riprova del potere di Lotito ieri all'assemblea di LEga Pro. Lotito vi partecipa in virtù della proprietà della Salernitana. Malgrado la spaccatura i club di C hanno eletto un membro vicino a Lotito e Tavecchio in seno al Consiglio Federale e l'immarcescibile Macalli, patron delle lega di serie C è rimasto saldamente in sella.

Oggi Lotito è attaccato da più fronti. I poteri che sono rimasti esclusi mirano chiaramente  a defenestrarlo e delegittimarlo. Il patron della Lazio, sa che potrebbe esserci una fronda incontrollata e inconrollabile, se le promesse fatte ai club che lo hanno seguito nell'elezione di Tavecchio non fossero mantenute.

FIGC

Questo enorme gioco di potere e di interessi sta di fatto, uccidendo il nostro calcio. Leghe, Presidenti e anche arbitri tutti contro tutto. Il CONI, poi non riesce a mettere il naso nei fatti federali, mentre il Governo sembra troppo impegnato in altre questioni per intervenire.

Il problema non è Lotito, ma il fatto che il governo del calcio, potente industria del paese, sia conteso da troppi gruppi di potere occupati più a fronteggiarsi che ad operare per riformare e rilanciare un gioco che porta ricchezza al nostro paese.




 
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