La Juve vincerà la Champions?

martedì 5 maggio 2015 | 0 commenti

I Bianconeri vinceranno la Champions?


La storia bianconera della Champions di quest'anno è, per certi aspetti, molto simile a quella del Chelsea che qualche anno fa riuscì a vincere il trofeo.


Le similitudini


  • La Juve così come il Chelsea di Di Matteo non è la squadra più forte, anzi è nettamente sfavorita.
  • La Juve ha avuto fortuna nei sorteggi già dalla prima fase affrontando squadre non trascendentali. Stessa cosa capitò al Chelsea

Segni del destino?


Ricordo bene la cavalcata del Chelsea. Sembrava, veramente che ci fosse una congiuntura astrale favorevole. Ogni volta la squadra inglese sembrava fosse sull'orlo dell'eliminazione, poi d'incanto accadeva qualcosa che la riportava in vita.
Come non ricordare gli ottavi col Napoli che all'andata vinse 3 a 1 fallendo tantissimi gol e che al ritorno perse per 4 a 1 frutto di un rigore  e di gol fortunosi.
D'altra parte fu lo stesso Drogba a dire che proprio dalla partita col Napoli trasse la convinzione che il Chelsea avrebbe potuto vincere la Champions. E cosi fu.

Ora tocca alla Juve. Il Real è pur sempre una squadra formata da campioni, ma non è al top. Molti calciatori, a cominciare da Cristiano Ronaldo sono acciaccati e fuori forma. diciamo pure che tra Bayern e Barcellona, in questo momento il Real è la più debole. 

La Juve ha la possibilità di scrivere la storia.


In fondo solo tre partite separano i bianconeri da un'inattesa vittoria. Basterà essere accorti, non cercare di giocare alla pari, imparare in fondo da Mourinho quando affrontò il Barcellona. Con queste armi e con un pizzico di fortuna il Real potrà essere domato.
Poi la finale. Una finale, una partita secca è al di fuori di ogni possibile pronostico. tante le variabili, tanti i fattori che possono incidere sul risultato. In finale la Juve pur affrontando una squadra più forte partirebbe alla pari. Il sogno europeo, non è poi così tanto lontano.


Uno scudetto facile, facile

giovedì 30 aprile 2015 | 0 commenti

La Juve a un punto dallo scudetto

Manca veramente poco alla conquista del quarto scudetto consecutivo da parte dei bianconeri. Basterà un punticino con la Samp ed ecco che un altro trofeo troverà posto nell'affollata bacheca juventina. Titolo meritato senza dubbio, ma assai poco contrastato.
Juve senza avversari


Juve senza avversari

Ad agosto, dopo l'addio di Conte, in molti, tra cui gli stessi tifosi juventini temevano una stagione in tono minore. Il condottiero Conte lasciava spazio al compassato Allegri. D'altra parte le avversarie sembravano minacciose, soprattutto la Roma.

Inizia il torneo

Le previsioni, ad inizio torneo sembravano rispettate. La Juve e la Roma inanellano vittorie. Sono le outsider ad arrancare, Napoli in testa. Tutti i pronostici parlano di una corsa a due fino al 30 maggio.

conte_agnelli

Lo scontro diretto

Arriva abbastanza presto il giorno dello scontro diretto tra Juve e Roma. Partita zeppa di polemiche con vittoria sofferta da parte dei bianconeri e parecchi errori arbitrali. Juventini ringalluzziti e Giallorossi arrabbiati. Qui Garcia commette un errore grossolano, dicendosi certo di vincere lo scudetto.

Garcia


Il crollo romanista

La Roma non era abituata a giocare le Coppe e dopo un inizio promettente incappa in una disastrosa sconfitta con il Bayern: 7 a 1. In campionato, poi arriva anche la partita col Napoli, allo stesso modo persa nettamente. la Juve si avvantaggia, la Roma marca il passo.

che figura

La fuga

Non c'è più storia, la Roma continua a perdere colpi e nessun altra pretendente riesce a dare continuità al proprio campionato. I Bianconeri pur realizzando un numero decisamente inferiore di punti rispetto all'anno precedente riescono ad avvantaggiarsi in modo netto.

Una vittoria facile, facile

Senza voler togliere meriti allo squadrone allenato da Allegri, c'è da dire che le avversarie non hanno fatto nulla per contrastare lo strapotere juventino, tanto che la Juve ha potuto dedicarsi senza troppe distrazioni alle Coppe in cui è ancora protagonista.

logo_juve

La Juve ha la squadra più forte?

I meriti della Juve vengono amplificati dal fatto che pur avendo una rosa forte ed omogenea,i bianconeri hanno una squadra i cui valori possono essere comparati a quelli a disposizione di Roma e Napoli. I Bianconeri hanno  avuto dalla loro una maggiore abitudine a lottare per traguardi importanti e una continuità spaventosa che è risultata essere patrimonio di squadra e società e non caratteristica inculcata da Antonio Conte.

Marchisio

Cosa succederà l'anno prossimo?

Le premesse sono di una Juve ancor più protagonista forte dei favolosi incassi provenienti dalla Champions che permetteranno alla società bianconera l'ingaggio di top player. Le altre non staranno a guardare, ma spodestare la Juve al trono di Campione d'Italia sarà, invero assai difficile.






La Roma non vince perché...

martedì 17 febbraio 2015 | 0 commenti

La Roma non vince più!


Tutto sommato la crisi della Roma, per ora non ha provocato danni irreparabili. La Juve è ancora lì abbastanza vicina da essere raggiunta, mentre alle spalle non c'è nessuna squadra che abbia una continuità tale da essere considerata pericolosa.

Le ragioni di una crisi


La domanda che ci si pone è questa: perché la Roma non vince più? Di chi la colpa?


Come spesso accade i motivi sono molteplici.

  1. Infortuni. La Roma non è stata fortunata in tema di acciacchi fisici. Molti calciatori hanno subito infortuni, se non gravissimi, ma tali da tenerli lontano dal campo di gioco e provocarne cali di condizione fisica.
  2. Gioco conosciuto. Il gioco della Roma e le caratteristiche dei suoi calciatori sono ormai conosciuti. Gli abili e tattici allenatori nostrani oggi sanno adottare le necessarie contro misure.
  3. Calo mentale. Forse il motivo numero 1. La Roma, i suoi calciatori e i suoi tifosi si erano illusi dopo l'inizio della stagione pieno di successi, anche agevoli come quello contro il CSKA. Poi è venuto il crollo contro il Bayern. In quel momento la squadra ha perso le sue sicurezze, si è sentita meno forte, non più invincibile. L'ambiente si è subito depresso e Garcia non è stato in grado di dare a tutti le sicurezze necessarie.
  4. Totti. Il Capitano è un problema, come lo sono tutti i vecchi calciatori restii ad appendere le scarpette al chiodo. La Juve, è riuscita a chiudere con Del Piero e ha cominciato a vincere. La Roma, invece non riesce a mettere da parte Totti presenza ingombrante nello spogliatoio e in campo, che mina la credibilità di Garcia e limita la squadra.
  5. Calciomercato. Benatia, in coppia con Castan costituiva una coppia difensiva fortissima. I sostituti di oggi non sono altrettanto forti e competitivi. Anche il problema dei terzini non è stato risolto con Cole non all'altezza della sua vecchia fama e con Maicon acciaccato. Iturbe, poi ha risentito del passaggio in una grande squadra e ha bisogno di tempo per sfondare. Cattiva poi la gestione di Destro.

Nulla è perduto. La Roma potrà riprendersi se Garcia metterà un po' da parte Totti, se verrà recuperato entusiasmo e se gli innesti di gennaio si riveleranno azzeccati.

Lo strano caso di Claudio Lotito

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La registrazione della telefonata con Lotito, da parte del dirigente dell'Ischia Iodice ha aperto una nuova discussione sul ruolo, ma soprattutto sul potere che detiene il Presidente della Lazio.

Lotito sponsor di Tavecchio


Innegabilmente Lotito, è l'uomo più potente del calcio italiano. Egli ha approfittato del declino di Adriano Galliani e di fatto ne ha preso il posto. Abile come pochi, Lotito ha catalizzato intorno a sè una miriade di club, stanchi dello strapotere delle grandi squadre, lasciando, di fatto isolate Juve e Roma, mentre Milan e Napoli hanno preferito agganciarsi al carro del Presidente della Lazio.

Lotito

Ulteriore riprova del potere di Lotito ieri all'assemblea di LEga Pro. Lotito vi partecipa in virtù della proprietà della Salernitana. Malgrado la spaccatura i club di C hanno eletto un membro vicino a Lotito e Tavecchio in seno al Consiglio Federale e l'immarcescibile Macalli, patron delle lega di serie C è rimasto saldamente in sella.

Oggi Lotito è attaccato da più fronti. I poteri che sono rimasti esclusi mirano chiaramente  a defenestrarlo e delegittimarlo. Il patron della Lazio, sa che potrebbe esserci una fronda incontrollata e inconrollabile, se le promesse fatte ai club che lo hanno seguito nell'elezione di Tavecchio non fossero mantenute.

FIGC

Questo enorme gioco di potere e di interessi sta di fatto, uccidendo il nostro calcio. Leghe, Presidenti e anche arbitri tutti contro tutto. Il CONI, poi non riesce a mettere il naso nei fatti federali, mentre il Governo sembra troppo impegnato in altre questioni per intervenire.

Il problema non è Lotito, ma il fatto che il governo del calcio, potente industria del paese, sia conteso da troppi gruppi di potere occupati più a fronteggiarsi che ad operare per riformare e rilanciare un gioco che porta ricchezza al nostro paese.




Berlusconi cederà il Milan

mercoledì 28 gennaio 2015 | 0 commenti

La fine di un'epoca


Credo che sia una decisione che il Cavaliere abbia già maturato nel proprio cuore, ma che ancora non si è espressa compiutamente.


Cedere il Milan rappresenterebbe l'atto finale di uno dei protagonisti della nostra storia recente.
Le vittorie in Italia e in Europa, il simbolo di un uomo cui nulla era negato, dalle belle donne ai grandi calciatori, oggi non c'è più.
La squadra rossonera arranca nel mezzo della classifica del campionato, inanellando sconfitte e brutte figure.
logo Milan

Non ci sono più i grandi campioni: Gullit, Van Basten, Sheva, Kaka sono un pallido ricordo.

Al loro posto, come dei fantasmi si aggirano Cerci, Bonaventura, Montolivo e Pazzini.

In panchina non siede più il guru Sacchi, ma Pippo Inzaghi chiamato a un compito per lui troppo grande.

barbara berlusconi

Berlusconi accusa il peso degli anni, ha tentato di riprendere in mano la situazione, si è fatto vedere a Milanello, ha dispensato consigli e ottimismi, ma il suo fascino è in decadenza.

La Waterloo del Cavaliere sembra essere sempre più vicina.

Napoleone fu abbandonato dai suoi Marescialli e dai suoi parenti e anche a Berlusconi sta capitando la stessa cosa.

Nereo Rocco

Il fido Galliani non riesce più a mettere toppe, il suo genio, le sue conoscenze, la sua abilità politica non bastano a rimettere in piedi la squadra. L'erede, invece, Barbara Berlusconi non ha le qualità, l'esperienza per dirigere la compagine rossonera.

Sarà difficile per il Cavaliere cedere il suo giocattolo preferito, ma ancor più brutto sarà per lui vederlo disintegrare davanti ai propri occhi senza poter far nulla.

Inzaghi e Mancini stessi destini

lunedì 26 gennaio 2015 | 0 commenti

A memoria non ricordo un campionato in cui le Milanesi fossero così in basso in classifica .


Nobili decadute e incapaci di ritagliarsi un ruolo nuovo, più moderno e più adatto alle disastrate casse dei due club.

Il Milan, vecchi campioni, Barbara e Adriano

logo Milan

Il Milan ha tentato negli anni, di prendere ex campioni, a scadenza di contratto pagando loro un lauto ingaggio. Chiaramente l'operazione non poteva che rivelarsi fallimentare.
Vecchi, acciaccati, senza stimoli e spesso con qualche "vizietto", gli affari a basso costo di Galliani non hanno sortito gli effetti sperati.
Il Milan, sempre di più, ha perso identità e forza, pensando che solo il nome e il blasone e un pizzico di potere politico potessero bastare a vincere.
Poco condivisibile, poi la scelta di affidarsi ad allenatori inesperti come Seedorf e Inzaghi non in grado di guidare la squadra, non avendo alcun tipo di esperienza.
Certo al Milan c'è anche la continua lotta intestina tra Barbara Berlusconi e Galliani che non giova alla squadra.

Inter, clan degli Argentini e debiti di Moratti

logo Inter

Un po' diverso il discorso per l'Inter. La squadra nerazzurra, piena di debiti, con un Moratti non più in grado di ripianare i bilanci non si è rinnovata, affidando le proprie sorti a giocatori che ne avevano sì fatto la storia , ma che non erano più in grado di offrire alcun tipo di contributo.
Gli Argentini dell'Inter sono stati la causa del declino interista dal punto di vista tecnico. Moratti è stato costretto a vendere e il nuovo proprietario, l'Indonesiano Thohir, si è dovuto accollare un mare di debiti avendo, quindi poche possibilità di investire nella squadra.
La scelta come allenatore di Mazzarri si è rivelata infelice, non perché l'allenatore livornese non fosse valido, ma perché non aveva il carisma necessario per la difficile piazza milanese.
Mancini, chiamato in fretta e furia al capezzale interista è riuscito a far arrivare qualche valida pedina, ma la squadra è ancora confusa e in cerca di identità.
Inzaghi e Mancini destini che si intrecciano anche se la posizione del Mancio sembra essere assolutamente più solida rispetto a quella di Pippo.

Come la Juve può perdere il campionato (manuale per le avversarie)

lunedì 19 gennaio 2015 | 0 commenti

Un manuale per le avversarie dei bianconeri.

La Juve, dopo la vittoria col Verona si è portata a +5 sulla Roma. Non è tanto il distacco, in termini di punti che demoralizza i giallorossi, ma l'evidente differenza tecnico atletica tra le due squadre.
Già da qualche settimana, infatti la Roma arranca, riuscendo a portare a casa qualche vittoria più con la forza di volontà che per espressione di una dichiarata superiorità.

Ora il problema che si presenta agli avversari della Juve è questo: esiste un modo per far fermare la corsa bianconera?

Già mi arrivano gli improperi dei tifosi della Vecchia Signora, ma vediamo come fare.

Punto primo

Gufare, gufare e ancora gufare. In effetti questa tattica già viene utilizzata ampiamente, ma potrebbe essere rinforzata con sedute collettive o con l'ausilio di iettatori di provata esperienza.



Punto secondo

Giocare con un uomo in più. Confondere l'arbitro e giocare in 12

Punto terzo

Arbitri stranieri. Questa è un po' maliziosa, ma Tagliavento (#cipuòstare), Rocchi e Mazzoleni sono pur sempre una risorsa bianconera.

Punto quarto

Far litigare Chiellini e Bonucci.


Punto quinto

Annullare il primo gol bianconero anche se regolare.

Punto sesto

Dichiarare finita la partita non appena una squadra avversaria passa in vantaggio.

Punto settimo

Dire all'Apache Tevez che Allegri ha il poster del generale Custer nella sua stanza




 
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